martedì 20 maggio 2008

DREAMING... (COMPITO 8)



Purtroppo c'ho messo un pò... ma alla fine ho letto l'intervento della conferenza. Invito chi segue questo blog ma non è uno studente di medicina di leggerlo. Lo trovate qui.
Io non ho potuto partecipare quel giorno e credo sia stato un peccato, dato che l'argomento trattato interessa noi studenti in modo particolare.
Devo dire che uno dei passaggi che mi hanno colpito di più è stato quello del rapporto allievo-docente. Per noi del primo anno, il professore universitario appare, rispetto a quello del liceo, una figura molto distante... lontana dall'allievo, di cui non conoscerà mai il viso o il nome, lontana dal suo mondo e dalle sue opinioni.
Forse è tutto normale, mi dico, è l'università... E' chiaro che un professore che tiene un corso seguito da 300 persone non potrà mai conoscerle personalmente una per una. Si parla però nell'intervento di INTENSITA' EMOZIONALE fra docente e discente.. Si parla di un professore che ami la propria disciplina e che abbia la capacità di trasmettere la stessa passione a quanti lo ascoltano.. Guardo la mia esperienza e credo che si tratti di qualcosa di estremamente raro. Purtroppo si trova davvero di rado qualcuno che dimostri una vera passione per il proprio lavoro, in qualsiasi campo. Mi domando a questo punto CHI debba possedere questa passione se non un docente. Li conto sulle dita di una mano sola i professori che mi hanno trasmesso un amore del genere. Il discorso è in parte soggettivo... A me un professore può essere piaciuto,perchè mi ha lasciato determinate cose, per qualcun altro può non essere così... Certo è che se da 30 anni fai lezione con gli stessi lucidi, arrivi, dici da 30 anni le stesse parole e poi te ne vai perchè ti sembra di aver fatto il tuo dovere, non so quanto lasci ai tuoi studenti.
La differenza con chi ama insegnare si vede. E non poco.
Mi è piaciuta particolarmente l'immagine che paragona il professore che tiene una lezione, al concertista di fronte al suo auditorio. Avevo già riflettuto sul ruolo della lezione ex cathedra rispetto a metodi di insegnamento più moderni, quando ne aveva parlato il Prof. Formiconi nella chiacchierata introduttiva al corso. Sarà la mia formazione classica che mi impedisce l'uscita da certi clichè, ma la lezione tradizionale mi sembra uno strumento davvero irrinunciabile.
Ma c'è lezione e lezione...
Nella seconda parte dell'intervento si parla del tipo di medico da formare e il messaggio che passa è lo stesso della conferenza "I care" e del mio post sul volontariato in ambulanza: l'importanza del rapporto umano medico-paziente.
Concludo con una citazione dall'intervento:
"Platone aveva già scoperto quale fosse la condizione indispensabile di ogni insegnamento: L'Eros, che è contemporaneamente desiderio, piacere e amore, desiderio e piacere di trasmettere desiderio per la conoscenza e amore per gli allievi".

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COMPLEANNO CECILIA!